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17 febbraio, 2016


Sono innanzitutto un collezionista. Ho aperto uno 'shop' che aggiornerò di giorno in giorno. Ci inserisco cose che ho doppie o che mi interessano meno. Se siete interessati, possiamo scambiare o posso cederli direttamente. = (sono disposto a scambiare tutto il materiale che vedete nelle mie varie collezioni qui postate con: 

dischi 45 e 33 giri anni 50/60 / Figurine e album anni 50/60 / Fumetti anni 50, per la 

mia collezione / Riviste musicali periodo 1958-1968). Visitate "Collezionissimo" qui, a 

questo link:   http://stores.ebay.it/collezionissimo/

30 marzo, 2014

E’ finalmente disponibile il libro “La Lunga Estate degli Anni ‘60”, comprendente 20 mie esaurienti interviste storiche (mai ripubblicate, non inserite né sulla rivista “Nuovo Ciao Amici” né sul libro “Al di qua, al di là del Beat”) a personaggi più o meno noti della storia della musica. E’ di 180 pagine e potrete acquistarlo al modico prezzo di euro 14,00 COMPRENSIVO delle spese di spedizione per Raccomandata.

E’ un libro da me autoprodotto che non troverete nelle librerie o in altri punti vendita, stampato in poche copie, potrete acquistarlo solo tramite il sottoscritto che ne è l’autore.
Le modalità di pagamento potranno essere:

Ricarica Postepay / Bonifico bancario / in ultima analisi, Paypal.
 E’ un libro da me autoprodotto che non troverai nelle librerie o in altri punti vendita, stampato in poche copie, potrai acquistarlo solo tramite il sottoscritto che ne è l’autore.
Le modalità di pagamento potranno essere:
Ricarica Postepay / Bonifico bancario / in ultima analisi, Paypal.
Per ricevere le coordinate per il pagamento:
- Contattatemi pure tramite Facebook o direttamente alla mia e-mail: clasca66@libero.it
= ELENCO DEI PERSONAGGI INTERVISTATI:
Umberto Bindi 
Michele Bovi (vari gruppi)
Umberto Bultrighini (Tubi Lungimiranti)
Pierfranco Colonna (I Ragazzi del Sole)
Don Backy 
Fiammetta 
Nico Fidenco 
Gene Guglielmi 
Bob Lind 
Jenny Luna 
Barry McGuire 
Dougie Meakin (The Motowns) / Gordon Faggetter (The Cyan) 
Gianni Meccia 
Domenico Modugno 
Gianni Pettenati 
Sandie Shaw 
Catherine Spaak 
Carmen Villani 
Mario Zelinotti

16 settembre, 2013

C'era Una Volta il Calcio - 1961-62 - 7^ Giornata

Per le rubriche che esulano dalla musica, ecco "C'era Una Volta il Calcio" che ci fa rivivere i momenti di alcune partite, oppure una giornata in particolare, oppure ancora delle schede dedicate ai Calciatori di un tempo, quelli Veri. Sul N° 1 del NUOVO CIAO AMICI, Claudio Scarpa vi racconta cosa accadde il 1° Ottobre 1961, alla 7^ Giornata del Campionato di Calcio 1961-62.
Come al solito eccovi uno stralcio. L'inizio comprende le formazioni, i risultati i marcatori, l'arbitro. Poi si passa al racconto della giornata... (due formazioni a caso, ma tutte pubblicate)
SPAL - BOLOGNA : 1-2
MARCATORI: MENCACCI (S) al 28° - VINICIO (B) al 70° - PERANI (B) all’88° su rigore
ARBITRO: JONNI di Macerata
SPAL: Maietti, Riva, Bettoni; Mialich, Cervato, Scappi; Bagatti, Massei, Mencacci, Gori, Novelli (All. Montanari)
BOLOGNA: Santarelli, Capra, Pavinato; Furlanis, Janich, Bulgarelli; Perani, Franzini, Vinicio, Renna, Pascutti (All. Bernardini)
VENEZIA - UDINESE : 2-1
MARCATORI: MANGANOTTO (U) al 32° - RAFFIN (V) al 62° - SICILIANO (V) al 72°
ARBITRO: REBUFFO di Milano
VENEZIA: Baldisserri, De Bellis, Ardizzon; Tesconi, Carantini, Frascoli; Rossi, Santisteban, Siciliano, Raffin, Pochissimo (All. Quario)
UDINESE: Dinelli, Burelli, Valenti; Sassi, Tagliavini, Beretta; Pentrelli, Galli, Bonafin, Manganotto, Canella (All. Bonizzoni)
NOTE SULLA GIORNATA:
La partita più attesa era senz’altro il derby meneghino; l’ha spuntata alla grande il Milan che non ha trovato neanche il tempo di lagnarsi per l’assenza di Altafini. Senza lo squalificato brasilero, Jimmy Greaves ha avuto modo di giostrare con maggior spazio e ha reso da quel grande campione che è; lo stesso ha fatto Gianni Rivera che a centrocampo ha dettato legge, il ragazzino ha fatto capire di quale pasta sia fatto e, se è vero che il Milan acquisterà nel corso del campionato anche Lojacono, la squadra di Rocco potrebbe diventare irresistibile; sempre che le bizze di Greaves non portino ad una rottura definitiva con il rientro in patria (Chelsea?) dell’inglese prima di Natale. Tutti questi primi attori potranno esplodere all’unisono sempre che non pecchino di egoismo, altrimenti i rossoneri rischierebbero di far la fine dell’Inter odierna: Corso, Suarez, Hitchens e Bettini nella stracittadina hanno cercato sempre in primis l’acuto personale a discapito del gioco di squadra e il Milan ha affondato gli artigli. Una sorpresa la caduta in casa della Sampdoria che si è fatta prendere in castagna dall’efferato contropiede dei rosanero palermitani; per i Doriani una occasione quasi irripetibile: se aves-...

Un filmato dell'epoca ce lo guardiamo, parla della stagione del Milan in quel 1961-62

FRANCOISE HARDY Quella della Nostra Età...

Alzi la mano chi, tra i ragazzi dell'epoca, in cuor suo non ha amato almeno un po' Françoise Hardy...
Alzi la mano chi, tra le ragazze dell'epoca, in cuor suo, non ha cercato di emulare la bella francese o di vestirsi come lei. Françoise negli anni ci ha regalato tantissime meravigliose canzoni. Sul N° 1 del NUOVO CIAO AMICI, oltre la copertina a lei dedicata, un bellissimo articolo firmato da Luca Botto ci accompagna a riscoprire il personaggio, parlandoci di lei anche con dei risvolti sconosciuti...
Leggiamocelo allora uno stralcio dell'articolo di 3 pagine...
Dapprima il prologo...
Nel 1963 in Inghilterra quattro ragazzi di Liverpool si preparavano a cambiare la Storia con le loro canzoni che avrebbero fatto impazzire milioni di ragazzi di tutto il mondo. Nello stesso anno, in modo molto più tranquillo, moltissimi giovani europei vennero conquistati dal fascino romantico di una ragazzina francese dai lunghi capelli color del miele che cantava una sua dolce canzone dedicata all’amore che non arrivava… La canzone era, ovviamente, TOUS LES GARÇONS ET LES FILLES e lei era la Mitica, Dolcissima, Stupenda: Françoise Hardy
=Così ha inizio l'articolo=:
Erano davvero anni di grande fermento, finalmente si scrivevano canzoni adatte ad un pubblico giovane, e gli interpreti erano giovani loro stessi, pronti a portare la loro freschezza in un mondo musicale che fino ad allora era stato saldamente in mano agli adulti. Nel 1963 si era già arrivati a un netto predominio della musica giovane, c’era stata l’ondata del Rock’n’Roll e si stava per entrare nel periodo del Beat; i ritmi si erano sveltiti e si faceva a gara nello scrivere e cantare canzoni sempre più ritmate, il surf e il twist avevano ormai soppiantato ogni altro genere musicale.
Eppure, a quanto pare, qualcuno di questi giovani era ancora capace di scrivere e interpretare canzoni romantiche e delicate che parlavano di amore e che potevano essere ascoltate senza bisogno di alzare troppo il volume. Questo qualcuno, in Francia, aveva le dolci sembianze di una bella ragazza dall’aria tranquilla e riservata, che riuscì nel difficile compito di mettere tutti d’accordo con le sue canzoni, persino un po’ ingenue e romantiche, ma che grazie alla loro pulizia e ad una apparente semplicità si aprivano un varco addirittura nella dura corazza dei più ribelli e scatenati,....
Il seguito ovviamente sulla rivista ma... Regaliamocela una canzone della francesina...


TUTTI AL CINEMA "Horla - Diario Segreto di un Pazzo"

Come è capitato già di accennare, il NUOVO CIAO AMICI si occupa per l'80% di musica (1950-1979) ma anche, per lo stesso periodo, di altre interessanti argomenti. C'è la Rubrica "Tutti al Cinema" e, sul numero 1, Francesco 'Cotx' Quaglia ci parla di questo 

"Horla- Diario Segreto di un Pazzo" (1963)

E se gli dessimo un'occhiata? Magari tenendoci stretti per mano... 



BEAT? ITALIANO? di Sir Joe


Sotto il misterioso pseudonimo di Sir Joe, si cela una persona interessantissima e sicuramente conosciuta dagli appassionati della musica dei sixties. Finora, nei 5 numeri usciti, ha scritto per noi due articoli, ma molto molto interessanti, di quelli che fanno pensare e che creano anche dei dibattiti. In questo primo articolo, Sir Joe si chiedeva appunto il nesso e le possibilità di esistenza effettiva di un certo 'Beat Italiano'...
Sarà meglio che vi faccia leggere l'inizio...


Vi sono alcuni concetti che si sono perpetuati nel tempo fino a diventare abituali e ad essere considerati alla stregua di dogmi. A me pero’ sembra che le cose stiano un po’ diversamente, e cerchero’ di spiegarmi innanzitutto trattando separatamente i due termini « beat » e « italiano ».
BEAT
E’ invalsa, in Italia, l’abitudine di definire « musica beat » quella che ha caratterizzato un breve periodo, dal 1963 al 1967/68. Ovviamente, si tratta di un calco sul termine « Mersey beat » che si applicava ai complessi (e ai cantanti) di Liverpool, e di un riferimento al gruppo seminale più famoso dell’epoca (e di tutti i tempi). Pero’, mentre in inglese « Mersey beat » funziona perfettamente, e si è imposto come paradigma di un’epoca, diversa è la situazione per « musica beat ». Premetto che il termine « beat » (nella sua accezione non tecnicamente musicale) va ricondotto al movimento poetico/letterario nato a San Francisco negli anni ’50, fra i cui protagonisti citeremo Allen Ginsberg, William Saroyan, Lawrence Ferlinghetti. A mio parere, e contrariamente a quanto sostenuto da altri autori, tale movimento non ha avuto nulla a che fare con la cosiddetta « musica beat ». In effetti, chiunque abbia vissuto la scena musicale italiana di quegli anni puo’ testimoniare che, di Ginsberg e compagnia, non sapeva niente nessuno.
Vediamo che cos’è, tecnicamente, il beat. E’ semplice: si tratta del RITMO. Le accezioni tecniche « downbeat » e « upbeat » indicano il battere e il levare,..................


Tanto per mettere un po' di musica, i citatissimi ROKES, in una delle loro canzoni più belle: 
<<Ascolta nel vento>>


14 settembre, 2013

Intervista a: ISABELLA IANNETTI

Per il Numero 1 del NUOVO CIAO AMICI ho intervistato 
ISABELLA IANNETTI che ci ha raccontato cose simpatiche e interessanti. 

Direi che, prima di leggere uno stralcio dell'intervista, 
valga la pena di ascoltarci una sua canzone:
Eccovi quindi: "L'amore nei ragazzi come noi"

Ed ora, uno stralcio dell'intervista...
"... CS: Dimmi tre nomi di cantanti straniere dell’epoca che hai ammirato maggiormente e spiegamene il motivo… 
- La mia cantante preferita in assoluto era Brenda Lee (mito del mio percorso canoro e molto simile alle mie corde vocali), poi citerei senza dubbio Connie Francis ed Etta James.
CS: Te la senti di dirmi quali tra tuoi colleghi maschi e femmine erano i più ‘gelosi’ del tuo successo? - Credo proprio di aver avvertito a pelle la gelosia di qualche collega, sentimento direi nobile altrimenti non esisterebbe quella sana competizione che darebbe un pizzico di sale alla nostra esistenza... E comunque Claudio, i loro nomi resteranno misteriosi!..."

THE BEATLES AL MICROSCOPIO


La interessantissima rubrica "The Beatles al Microscopio" curata da Gigi Tempesta su ogni uscita del NUOVO CIAO AMICI, sul Numero 1 vedeva Gigi impegnato a raccontare e spiegarci le vicissitudini di "A Hard Day's Night", della quale con Dario Salvatori, presentandola, ne abbiamo parlato anche nella trasmissione a RTR Radio Ti Ricordi di due giorni or sono. Ecco la pagina...
Quindi, per prima cosa, riascoltiamocela...
THE BEATLES in "A Hard Days Night" !!!


Ed ora ovviamente un interessante stralcio dell'approfondimento di Gigi Tempesta...

"...che stavamo vivendo. Il titolo definitivo (della canzone e del film) A hard day’s night riguardava una storpiatura di Ringo il quale intendeva dire che “la sera era seguita ad una dura giornata di lavoro”. Probabilmente Ringo aveva letto la frase nel libro di John, In his own write dove compare in Sad Michael. In ogni caso, sembrò perfetto per catturarne l’atmosfera. Così, in conferenza stampa del 13 aprile, fu dato l’annuncio; a questo punto, c’era da scrivere il pezzo. Era la prima volta che i Fabs lavoravano su commissione e sostanzialmente era per una canzone di John. 
I quattro giunsero in sala di registrazione ad Abbey Road il 16 aprile con il brano già pronto. George Martin: “Era l’apertura del film e del disco e avevamo bisogno di un inizio potente e ad effetto: quell’accordo stridente di chitarre era perfetto”.
E allora ne parliamo (di quell’accordo di apertura) perché..."

"Dal Pionierismo del Disco da Collezione, agli Esperti dilettanti della New Wave"

Nel Numero 1 del NUOVO CIAO AMICI, un mio articolo, dal titolo che leggete qui sopra, ha innescato una serie di interviste nei numeri seguenti (che continua tutt'ora) di collezionisti e/o venditori della prima ora, ovvero quei Pionieri che a cavallo della fine degli anni '70 e l'inizio degli '80, hanno dato il via all'interesse generale per il collezionismo dei dischi, cosa che in Italia era alquanto inesistente. Insomma, mentre i venditori dell'epoca erano sostanzialmente dei collezionisti prima di tutto e quindi appassionati esperti del settore, oggi si improvvisano venditori qualunquisti di ogni genere che non sanno nulla sui dischi e sulla musica, capaci soltanto di incassare soldi e di fregarsi le mani... Ecco le due pagine di apertura per questo puntuale appuntamento sulla rivista che, sul numero 2 ha visto l'intervista di Luca Botto (per il momento è lui che si è preso questa briga interessante) a Fulvio Beretta, sul numero 3 a Franco Settimo e, sul numero 4 a Salvatore Ursus D'Urso. Il prossimo, sul numero 4, probabilmente potrebbe essere Italo Gnocchi...

Vi pubblico uno stralcio...
"... Il versante del collezionismo sarà certamente uno degli aspetti musicali che ci attrarranno di più durante questo cammino editoriale che ci accomuna; ne parleremo, ci ritroveremo anche fisicamente in alcune convention di dischi da collezione, non solo in quella di Roma e cercheremo di esprimerci e di tenerci tutti aggiornati. Dopo questa mia disamina che ricostruisce genericamente il sunto striminzito di una situazione che negli anni (diciamo appunto dalla metà dei ’70 ad oggi) si è evoluta ma che ha pure subìto delle clamorose involuzioni negative ed inaspettate, seguiranno, nei prossimi numeri, delle interviste con i collezionisti ‘storici’ o con i venditori, sempre autorevoli, per comprendere come si sia sviluppata la situazione negli anni e quali siano gli oggetti del desiderio di sempre, compatibilmente anche con quelli dell’ultima ora. Parlo di collezionisti e venditori che volutamente e con cognizione di causa ho definito Storici per una semplice ed elementare ragione: una volta, almeno al 95%, i venditori erano tutti dei collezionisti, per cui era rarissimo se non impossibile trovare un venditore che non fosse a conoscenza delle quotazioni o degli oggetti del desiderio da parte degli appassionati, proprio perché lui stesso cercava disperatamente certi dischi. Ricordo perfettamente ad esempio alle prime convention di Milano, Roma, Firenze quando, con l’amico Giancarlo Di Girolamo, dopo aver incassato qualche bella sommetta di lire, si decideva di chiudere momentaneamente baracca e burattini per andare a nostra volta ad investire il piccolo tesoro conseguito all'interno della manifestazione, acquistando dagli altri espositori. Qualcuno si domanderà: che gusto c’era? Domanda forse legittima per un neofita… ma vi assicuro, il gusto c’era perbacco! Ed era il massimo che ci si potesse attendere. Chi ha vissuto questa esperienza non potrà che confermare. Se un tizio non desiderava scialacquare il proprio stipendio con ragione destinato alla famiglia, l’unico modo di comprare dischi in maniera indolore, era appunto quello di venderli.
Poi, alla chetichella, subentrarono nuove situazioni con nuovissimi personaggi che andarono ad infoltire una schiera numerosa di neofiti-venditori dall’ignoranza congenita in fatto di dischi, di quotazioni, di valori, richieste di mercato e privi di passione. Com’è potuto accadere tutto questo? Le risposte..."